Steven T. Byington

Iniziamo a realizzare l’anarchia, adesso

(1904)

 



Nota

Uno stupendo articolo, comparso sul giornale di Benjamin Tucker, Liberty, che invita tutti gli anarchici alla sperimentazione e alla progettualità. Perché questa è la sostanza vera dell'anarchia e la ragione d'essere degli anarchici.

Fonte: Liberty, Luglio 1904, in, Frank H. Brooks, ed., The Individualist Anarchist. An Anthology of Liberty, Transaction Publishers, New Brunswick, 1994.

 


 

Ci sono poche cose più utili alla nostra causa del fatto di vivere secondo i propri principi.
Innanzitutto, non vi è nulla come la pratica per generare fiducia, in sé stessi o nelle persone attorno a noi.
In secondo luogo, nulla meglio della pratica serve ad offrire una visione comprensibile.
In terzo luogo, quando arriverà il momento di dare uno sbocco generale alle nostre idee, e incominceremo a vivere nell’ambito di nuove condizioni e a commettere gli errori propri ai principianti e a vedere che l’Anarchia inizia ad essere discreditata per via degli sbagli associati alla sua realizzazione, allora sarà della massima importanza il fatto che vi siano quante più persone che hanno vissuto, in anticipo e per quanto possibile, una esperienza di vita anarchica.
Infine, sembra cosa più piacevole per noi vivere come individui che prefigurano la società che vogliamo, anche se siamo soggetti ad una potenza che consideriamo a noi estranea, seguendo i suoi capricci per quanto dobbiamo e i nostri desideri per quanto possiamo, mentre nutriamo speranze e progetti di liberazione, piuttosto che come cittadini di una società che odiamo e vogliamo distruggere.

Allora, pur vivendo sotto il dominio di un governo, quale esistenza potrebbe essere considerata ragionevole per un Anarchico che vuole essere fedele alla sua libera società in embrione?

L’anarchico non parteciperà ad alcun governo. Non accetterà la posizione di colui che deve far rispettare la legge. Non proteggerà il suo commercio, soggetto a licenza, denunciando i concorrenti che agiscono senza licenza. Le ragioni che lo porteranno in futuro ad agire così sono le stesse che lo dovrebbero condurre a comportarsi così adesso. E queste ragioni non avrebbero valore in futuro se non l’avessero nel presente. La tesi che tutti basano il loro comportamento sulla aggressività e disonestà e quindi bisogna pensare a fare i propri interessi agendo senza scrupoli morali come fanno gli altri, per non essere schiacciati, è il massimo della falsità … L’individuo che usa questo pretesto diventa un farabutto peggiore di quelli con cui vorrebbe essere alla pari, ed è, di conseguenza, un fattore particolarmente nocivo che porta ad un peggioramento della situazione generale.

L’anarchico ignorerà le leggi dello stato, nei casi in cui esse non gli siano imposte con la forza. Egli farà quello che ritiene meglio, non importa se legale o illegale, nella misura che gli consentirà la paura di essere arrestato - e, mediamente, anche un po’ più oltre…

Egli non riconoscerà lo stato né nei suoi pensieri né nelle sue parole. Se gli Stati Uniti dovessero vincere o perdere una battaglia egli non proverà alcun sentimento e non esprimerà alcuna considerazione come avverrebbe se fossero lui e i suoi ad aver vinto o perso una battaglia. Non parlerà delle “nostre” truppe nelle Filippine, sebbene possa usare l’espressione “il nostro governo” allo stesso modo in cui parla del “nostro clima”, delle “nostre zanzare” o dei “nostri barboni”. La cosa è più difficile da attuare di quanto appaia a prima vista, ma è utile farlo. È giusto che egli possa simpatizzare con gli Stati Uniti in una disputa internazionale allo stesso modo in cui potrebbe simpatizzare con il Giappone contro la Russia, ma questo come spettatore e non come membro di tali entità. Egli farà distinzione tra nazioni e stati, come messo in evidenza nei migliori testi di diritto internazionale. Non dirà “nazione” quando intende riferirsi al “governo” o alla “unione degli stati”, né dirà “nazionale” intendendo “governativo” o “federale”.

Egli boicotterà il governo in tutti i casi in cui potrà farlo. Non vorrà occupare posizioni governative né ricevere uno stipendio frutto di rapina fiscale. Utilizzerà i servizi postali alternativi invece di quelli statali tutte le volte che i costi e i vantaggi saranno gli stessi. Ma un boicottaggio totale del governo è senza dubbio impossibile come pure l’ignorare del tutto le sue leggi.

L’anarchico, quando si rende conto che una cosa andrebbe fatta, cercherà di farla senza l’aiuto dello stato. Abbiamo qui un punto di difficile attuazione ma di primaria importanza. È attualmente un nostro punto debole. Ci viene chiesto: “Che cosa metterete al posto del governo?” e noi rispondiamo “Che sostituto metteresti al posto di una malattia quando una persona è stata curata e ne è uscita fuori?” E ciò appare ai nostri critici più una arguzia mordace che una risposta convincente. Riformatori del tipo di Jacob Riis (1) si fanno beffa dei sociologi “scientifici” che si oppongono agli interventi positivi richiesti da persone come lui. “La scienza del far niente” la definiscono ad alta voce. E noi siamo tra coloro verso cui si indirizza tale sarcasmo.

… Il nostro atteggiamento nelle faccende pubbliche è semplicemente quello dell’ostruzionismo. Questo è un modo molto comodo, consapevolmente comodo, di affrontare le cose. Tutti sanno che è molto facile sedersi e rifiutarsi di aiutare, trovando difetti in tutti coloro che fanno qualcosa. E per quanto giusta possa essere questa ricerca degli errori e per quanto sensati possano essere i motivi che portano a criticare una certa azione, non ci sarà mai una tendenza istintiva generale a rispettare coloro che non fanno altro che questo. Le persone chiuderanno un occhio sul fatto che noi siamo degli eccentrici, degli estremisti, dei dottrinari, degli utopisti. Ma non ci sarà mai perdonato di essere dei parolai che non combinano un bel niente.

C’è un futuro radioso per colui che farà sì che gli Anarchici si comportino concretamente come tali. Una forte spinta all’introduzione di una moneta alternativa, di un ufficio postale non statale o persino di una grande e prospera agenzia commerciale, al di fuori delle leggi statali: simili progetti e realizzazioni darebbero un volto nuovo alla diffusione delle nostre idee. Ma le opportunità di azione non dovrebbero essere solo nello sfidare o evadere le restrizioni al commercio imposte per legge. Poiché il governo è un dinosauro così grande e complicato, vogliamo “sostituti del governo” in molti campi. Noi vogliamo non solo servizi postali, ma anche statistiche sulla popolazione, bollettini meteorologici e molte altre cose che adesso sono prerogative del governo. Vogliamo servizi medici. Senza dubbio “la cura della salute pubblica è attualmente la scusa preferita per dominare tutti”. Una buona giustificazione per comandare fa probabilmente riferimento a qualcosa di utile, in quanto cose inutili non servono altrettanto bene come pretesti. La qualità del latte prodotto, l'installazione di acqua corrente e gabinetti nelle case popolari, l’adeguatezza delle vie di fuga in caso di incendi negli alberghi - queste sono cose per cui sarebbe utile avere delle agenzie specializzate che se ne occupassero. Non sarebbe sensato lasciare che ognuno dovesse preoccuparsi individualmente di questioni di sicurezza o affidarsi totalmente all’interesse economico del venditore in una società commerciale, o all’impegno e all’intelligenza dei produttori in una società comunista.

Ora, non venitevene fuori con l’idea che io voglia attribuire a qualcuno i poteri che hanno attualmente le agenzie sanitarie dello stato. Qui sto parlando di Anarchia. Nell’ambito di una sfera di azione puramente volontaria vi sono ampie possibilità per il tipo di intervento a cui faccio riferimento. Il compito è stato affidato al governo in misura tale che le possibilità di azioni non-governative di tipo volontaristico non sono state esplorate. E i servizi pubblici potrebbero offrire agli anarchici un meraviglioso campo di attività in quanto taluni servizi forniti sono estremamente scadenti, e tutti sono realizzati con quella caratteristica rigidità che corrompe gli interventi governativi. Noi dovremmo essere capaci di agire mentre i fautori del governo sono intenti a far passare una nuova legge in vista di un nuovo intervento. Noi dovremmo metterci all’opera, essere in prima fila nell’azione, far sì che gli attivisti alla Riis - la cui unica preoccupazione è che qualcosa venga fatto - ci aiutino, in modo che possiamo poi noi prenderci beffa delle autorità statali intente a praticare “la scienza del far nulla”.

Rimpiazzare il governo in tutte le funzioni utili facendo le cose meglio di quanto non avvenga adesso: questo è di certo ciò che più si avvicina al modo ideale di realizzare l’Anarchia.

 


Nota

(1) Jacob Riis (1849-1914) giornalista e riformatore sociale che mise a nudo, attraverso articoli e fotografie, le condizioni di indigenza in cui vivevano molte persone a New York.

 


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