Nota
Antologia Libertaria. Introduzione al tema : Essere Umano.
Una delle critiche più infondate che viene spesso rivolta agli anarchici è che, pur essendo la loro concezione qualcosa di nobile e di sublime, poco si adatta alla vita corrente in quanto essa prevede esseri umani che siano anch’essi tutti nobili e sublimi.
Questa non è affatto la posizione degli anarchici. Contrariamente ai detrattori e oppositori dell’anarchia, gli anarchici sono convinti che gli individui, in genere, non sono affatto nobili e sublimi. Per questo motivo essi diffidano del potere e ritengono che concentrarlo nelle mani di taluni (democrazia elettorale rappresentativa) costituisca un invito ulteriore al sorgere della corruzione e al dispiegarsi dell’autoritarismo e della violenza. E i fatti confermano quotidianamente questa realtà
Un altro grosso equivoco, commesso da alcuni che si professano anarchici e propagandato da tutti gli anti-anarchici, è che la morale anarchica si basi sulla esaltazione della violenza. Non ci si stancherà mai di ripetere che gli unici atti violenti ammessi e accettati nella concezione anarchica sono quelli compiuti per difendersi da una violenza che si sta subendo. Infatti, “la violenza è tutta l’essenza dell’autoritarismo, come il ripudio della violenza è tutta l’essenza dell’anarchismo” (Errico Malatesta, articolo pubblicato su Fede, 28 ottobre 1923).
In sostanza, non esiste una giustizia rivoluzionaria basata sula violenza. Errico Malatesta lo ha ribadito a chiare lettere: «Gridiamolo forte e sempre: gli anarchici non debbono, non possono essere dei giustizieri, essi sono dei liberatori. Noi non odiamo nessuno; noi non lottiamo per vendicarci, né per vendicare gli altri; noi vogliamo l’amore fra tutti, la libertà per tutti.» (documento 17).
Una volta chiariti questi due aspetti, le qualità dell’essere umano che emergono dagli scritti degli anarchici sono quelle di una persona caratterizzata da:
- Individualità. La concezione anarchica sottolinea l’unicità della personalità di ciascun essere umano, contro la volontà del potere di uniformare e omogeneizzare tutti.
- Socialità. L’essere umano è un essere sociale e per questo, accanto alla unicità delle singole personalità, l’anarchico pone l’universalità di taluni principi (non dominare, non sfruttare, ecc.) che permettono una vita sociale caratterizzata dal rispetto reciproco.
- Responsabilità. Ogni essere umano, in quanto individuo libero, è responsabile dei suoi atti e non delega le sue scelte di vita ad altri che se le arrogano (governanti, professionisti in camice bianco, ecc.).
- Armonia. Non vi è nessuna opposizione tra gli interessi dell’individuo e quelli dell’umanità tutta. La varietà di vedute e di percorsi di vita, sulla base di un reciproco rispetto, costituisce l’essenza e la ricchezza della società e non va affatto soffocata.
- Ordine. L’assenza di dominio e di subordinazione e la libertà che ne consegue portano ad un ordine sociale armonioso. Nella famosa formulazione di Proudhon, “la libertà è la madre dell’ordine”.
- Ricerca della felicità. Tutti gli esseri umani sono alla ricerca della felicità (Albert Libertad, documento 20) nelle forme e nei modi più vari, senza che ciò comporti dominazione e oppressione nei confronti di chicchessia. In linea generale, si può dire che l’anarchico è un ricercatore e uno sperimentatore nel corso di tutta la sua vita (Paul Feyerabend, documento 26)