Nota
Antologia Libertaria. Introduzione al tema : Futuro.
In generale gli anarchici parlano poco della società del futuro perché la sua costruzione deve essere opera delle generazioni che si succederanno l’una dopo l’altro e non un progetto definito a priori da alcuni pensatori e attivisti.
In sostanza, gli anarchici sono per la sperimentazione e per la pluralità delle forme sociali ed economiche (E. Armand, documento 31) e non per la definizione e applicazioni di formulette, valide per tutti, di una pretesa società anarchica.
In sostanza, in via preliminare va detto che per gli anarchici:
- Non esiste un unico modello di società futura ma tanti quante saranno le comunità volontarie che si formeranno, pur con tratti comuni, sulla base di principi universali di rispetto delle persone e di accettazione della varietà.
- L’anarchia non è una utopia (A. Grachev, documento 30) fantasiosa e irrealizzabile o una aspirazione sociale rinviata ad un futuro sempre più lontano ma una irreprimibile necessità umana che risorge continuamente anche dopo periodi di oppressione, oscurantismo, tirannia.
Detto questo, gli anarchici colgono delle tendenze che si pensa saranno presenti anche in futuro e sono, come già detto, portatori di principi e valori che costituiscono le linee guida della loro attività nel presente e saranno le basi per la società del futuro.
Una tendenza, frutto della società industriale tecnologicamente avanzata, è quella della abbondanza dei prodotti. Questo permetterebbe il soddisfacimento da parte di tutti dei bisogni, e non solo di quelli elementari (Carlo Cafiero, documento 27). Al tempo stesso occorre preservare le risorse per il godimento delle generazioni future.
Un’altra tendenza, che però è più una potenzialità contraddittoria che una realtà, è quella verso il decentramento decisionale. Nelle società tecnologicamente avanzate, strumenti per la produzione e per la comunicazione possono davvero essere a disposizione di un numero crescente di individui con costi sempre più ridotti. Questo permetterebbe assai agevolmente la formazione di comunità volontarie autonome, federate tra di loro, e di produttori indipendenti o associati in cooperative come auspicato dagli anarchici. Tuttavia, ciò non è qualcosa che può avvenire in maniera automatica, in quanto questa potenzialità può tradursi nel suo opposto, vale a dire nella accettazione passiva di una concentrazione in poche mani delle risorse di produzione e di comunicazione.
Il valore cardine su cui si basa la società del futuro degli anarchici è il superamento della divisione tra chi comanda e chi ubbidisce, a meno che ciò non rappresenti una realtà temporanea, funzionale e volontariamente accettata.
Assieme al superamento di questa divisione-contrapposizione, gli anarchici auspicano e preconizzano:
- L’unione tra produzione e consumo
- L’unione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale
- L’unione tra industria e agricoltura