Max Borders

Il vero contratto sociale?
Poter scegliere in libertà a quale comunità aderire

(2013)

 



Note

Traduzione di Luca Fusari

Questa traduzione è apparsa originariamente nel sito de l’Indipendenza (Quotidiano online) a questo indirizzo (http://www.lindipendenza.com/border-contratto-sociale-liberta-scelta-comunita-panarchia-du-puydt/)

 


 

«Anche i più saggi e i migliori governi non funzionano mai con il pieno e libero consenso di tutti i loro sudditi. Ci sono partiti vincitori o sconfitti, ci sono maggioranze e minoranze in lotta perpetua, e più confuse sono le loro nozioni, con più passione mantengono i loro ideali».
(P. E. de Puydt)

 

Sei un irriducibile Democratico. No? Un convinto Repubblicano? Mi sbaglio. Un Socialdemocratico? La maggior parte dei quotidiani lettori di questa testata dirà che non si identifica con nessuna di queste categorie. La maggior parte, ma forse non tutti. Se sei un partigiano politico, ho una sfida per te.

Avete immaginato il giorno in cui il vostro partito preferito potrebbe finalmente attuare ogni punto della sua piattaforma? Scherzi a parte, e se fosse possibile? E se fosse possibile vivere nel vostro sistema preferito di governo ed impedire che tutti quegli idioti degli altri partiti ostacolino i vostri piani?.

La sfida

Possiamo immaginare una tale possibilità, solo con una torsione. Ma prima voglio portarti indietro nel tempo, in Belgio nel 1860. A proposito, pensai di essere stato il primo ad affrontare la sfida, ma il mio amico Gian Piero de Bellis mi ha parlato del lavoro di un belga di nome Paul Emile de Puydt che ha proposto questa grande sfida associativa più di 150 anni fa…

«In ogni comune, apriamo un nuovo ufficio, l’Ufficio dello Stato Politico. Questo ufficio fa pervenire, ad ogni cittadino maggiorenne, un formulario da riempire, come quello per le imposte o per la tassa sui cani.
‘Domanda. Qual è la forma di governo che voi desiderate?’
Voi rispondete in tutta libertà: monarchia, o democrazia, o altro. Quale che sia, d’altronde, la vostra risposta, vi si iscrive su di un registro apposito, e una volta iscritto, e senza che sorgano reclami da parte vostra, nelle forme e nei tempi legalmente prescritti, eccovi suddito del re o cittadino della repubblica [Democratica o Repubblicana]. A partire da quel momento, voi non avete più nulla a che fare con il governo degli altri, non più di un americano con l’autorità canadese. Voi obbedite ai vostri capi, alle vostre leggi, ai vostri regolamenti; siete giudicati dai vostri pari, tassati dai vostri rappresentanti; voi non pagate né più né meno, ma, moralmente, è tutta un’altra cosa. Finalmente, ognuno è nel suo Stato politico, assolutamente come se non ce ne fosse a lato nessuno, dieci, o un altro, avendo ugualmente ciascuno i propri contribuenti».

Vedi la sfida?
In breve: è possibile vivere sotto qualsiasi sistema politico che ti piace senza uscire dalle tue idee. Invece di entrare in un partito, si entra in una associazione politica e si accetta di vivere sotto i suoi auspici-regole che si accordano con il tuo senso del giusto e del bene. Un vero e proprio ”contratto sociale”. L’unico costo di questo salto di qualità è questo: non è possibile costringere nessuno a unirsi alla vostra associazione prescelta.
Quindi, lo faresti? Se no, per quale motivo?.

Alcune preoccupazioni

Potrebbe essere che tu sia preoccupato per come la gente risolverebbe le divergenze? De Puydt afferma:

«Sorge una divergenza tra soggetti di governi diversi, o tra un governo e i soggetti di un altro? È’ sufficiente conformarsi alle regole già attualmente in vigore tra nazioni vicine e amiche, e se vi sono punti controversi, i diritti umani e tutti i possibili diritti daranno certamente una risposta. Per il resto bastano i tribunali ordinari».

Mentre possiamo essere d’accordo che “i diritti umani” sia un termine ambiguo, nella prospettiva liberale di de Puydt significa che le persone devono essere protette dalla servitù involontaria.
Forse siete preoccupati che tutti i ricchi fuggirebbero dalla vostra associazione prescelta o formerebbero una loro associazione, lasciando i meno ricchi e i membri meno avidi della vostra associazione a preoccuparsi dei poveri. Gli americani ricchi possono già lasciare gli Stati Uniti (e alcuni lo fanno), ma la maggior parte non lo fanno.

Se i modelli di voto dei ricchi danno qualche indicazione, un sacco di gente ricca in America tollera tassi superiori di imposizione fiscale e sistemi governativi destinati al sostegno e all’aiuto dei poveri. Coloro che non supportano queste politiche oppressive ritengono che il portare aiuto ai poveri attraverso lo Stato sia particolarmente inefficace e disumano; sebbene si oppongano al welfare dello Stato, questo non significa che non abbiano alcun interesse ad alleviare il disagio. In ogni caso, perché non lasciare che vinca il miglior sistema?

Il dilemma

Per lo statalista il dilemma è: perché lo sciovinismo territoriale? In altre parole, può qualcosa di così arbitrario come la geografia determinare il diritto di uscire da qualche sistema di governo? Come ho scritto altrove:

    «Per lo statalista, vale a dire uno che crede nella massima autorità dello Stato, ci sembrano essere due risposte possibili:
    X: Se potessero mettere le mani su di me (sul mio corpo e/o la mia ricchezza), sia in Svezia o laggiù sulla mia isola segreta, dovrebbero essere giustificati. C’è davvero qualche obiettivo, di giustizia globale, i cui fini giustificano i mezzi per arrivare a me.
    Y: Considerazioni pragmatiche sulla cittadinanza comportano che una volta che mi trovo in un’altra giurisdizione, finché non ho infranto nessuna legge nella vecchia giurisdizione, non mi devo preoccupare di te. Perché sto vivendo in un altro luogo, sotto diversi auspici, non hai il diritto di darmi fastidio qualunque sia il tuo concetto di giustizia».

Penso che gli statalisti più equilibrati optino per la Y. Qualunque sia la vostra preoccupazione, non dice parecchio un sistema se si scopre che l’esistenza stessa del sistema dipende dal constringere le persone a farne parte?

Interessi comuni

Che dire degli interessi comuni che riguardano tutti gli abitanti di una certa zona, qualunque sia la loro appartenenza politica? De Puydt dice:

    «Ogni governo sarebbe per l’intera nazione (la nazione politica) pressappoco ciò che è ognuno dei cantoni svizzeri o piuttosto ognuno degli Stati dell’Unione americana rispetto al governo federale». (Nota: per ironia della sorte, questo testo fu pubblicato un anno prima della guerra civile americana. Il sistema svizzero ha retto meglio e rimane molto più decentrato).

Vorrei aggiungere che questi “problemi” devono essere legati specificamente al territorio. Cioè, la maggior parte delle questioni trattate dai nostri governi nazionali non sono rilevanti per il territorio in sé, ma sono leggi collegate alle contingenze storiche, ad esempio i confini nazionali elaborati dopo la fine delle guerre. In altre parole, le persone a Washington arrivano a decidere sotto quale sistema sanitario si debba vivere, e per la maggior parte della gente questa è la ragione per la quale tua madre ti ha dato alla luce su una determinata porzione di suolo. La panarchia di De Puydt aiuta a togliere questa arbitrarietà.

Aggiornamento DOS

Hai ancora dubbi? Qualunque sia la tua obiezione alla sfida di de Puydt, è così grande che sei disposto a continuare in questo dispendioso ed insoddisfacente gioco del partigiano in guerra? Sei così accecati dallo status quo da non immaginare che le persone possano unirsi in loro associazioni politiche e vivere secondo regole proprie? Oppure ti ribolle la pregiudizievole idea che la tua preferenza politica sia la migliore, quindi ritieni che il tuo partito politico dovrebbe dominare tutti gli altri? Non che ci sia molto di buono nella confusione della politica.

La democrazia è un sistema che lascia tutti quanti noi in balia delle regole capricciose della marmaglia. La democrazia può essere formalizzata come le regole decise dalla marmaglia, la quale deve condividere il potere con rappresentanti sottomessi agli interessi corporativi. Ma la proposta di de Puydt per lo meno dovrebbe indurre a pensare che tipologie di accordi sociali umani siano possibili al di là della democrazia.

Se apri la tua mente alla proposta di de Puydt, hai fatto molta strada. E se hai accettato la sfida e ne esci persuaso, allora sei probabilmente pronto per l’aggiornamento del DOS (il nostro “Sistema Operativo Democratico”). Nel DOS si dispone di due applicazioni: l’applicazione rossa e l’applicazione blu; che non è attualmente una gran varietà di scelta per tutti.

Non sarebbe meglio se la politica fosse più come la scelta delle applicazioni su un iPad? Siamo bloccati in una tecnologia sociale che non ha più senso. La democrazia non è un sistema progettato per attuare i nostri desideri politici. Si tratta di un sistema in cui, nella migliore delle ipotesi, le limitate preferenze casuali si mescolano insieme, bizzarramente, come una caratteristica del sistema. E le regole sotto le quali dobbiamo vivere sono arbitrarie rispetto alle nostre preferenze politiche reali.

Quando si va in cabina elettorale, puoi anche inviare le tue preghiere fino a Washington, ma quante volte quelle preghiere ottengono una risposta? Anche se il tuo candidato viene eletto, non ti dà le politiche che vorresti vedere attuate. Quasi nessuno è felice con quanto viene prodotto dalle nostre legislature. Solo un ignorante che pensa alla politica come una sorta di sport di squadra è felice di indossare una maglia rossa o una blu due mesi dopo il giorno delle elezioni, nel caso sia di un partito o dell'altro..

Potere al popolo

Lo statista belga Charles de Brouckère ha commentato poco prima della sua morte,

    «Il signor P. E. de Puydt ha fornito uno schema di un sistema che avrebbe il vantaggio di sottomettere il settore della produzione della sicurezza, altrimenti noto come governo, ad una concorrenza completa come ad esempio quella in cui sono impegnati i produttori di tessuti in un paese sotto il libero commercio, e realizza questo senza ricorrere a rivoluzioni, barricate, o anche al più piccolo atto di violenza».

Se la democrazia è un modo per trasferire poteri senza l’uso di proiettili, la ‘panarchia’ di de Puydt è un modo per distribuire il potere tra la gente. Ecco di nuovo de Brouckère:

    «Se la società dovesse adottare il sistema proposto dal signor de Puydt, ogni cittadino sarebbe capace di cambiare governo almeno con la stessa facilità con la quale un inquilino cambia appartamenti arredati in una grande città, perché avrebbe bisogno di impegnarsi per un solo anno sotto le leggi del governo di sua scelta e verrebbe rimborsato delle spese a tassi discussi in anticipo. Al termine dell’anno di prova, il cittadino sarebbe libero di sottoscrivere, per il suo consumo di sicurezza e di altri servizi pubblici, l’istituzione che ha prodotto queste cose nel modo più congruo con i suoi gusti e per l’importo che si desidera dedicare a questa spesa».

Invece di un gioco in cui la squadra rossa e la squadra blu lottano su chi deve fare e far rispettare le regole, perché non abbiamo una competizione onesta, nella quale le associazioni competono offrendo alle persone interessate dei sistemi migliori, con le regole più gradite alle persone che vi aderiscono?

Si prega di condividere

La prossima volta che sentite qualcuno pigramente tirare in ballo un riferimento al “contratto sociale”, inviategli questo articolo. In effetti, ora che hai accettato la sfida, ti incoraggio ad inviare questo ai tuoi amici più partigiani. Se non altro, questa grande sfida partigiana è un modo interessante per far infuriare i tuoi parenti e i tuoi contatti di Facebook (da notare le somiglianze tra il sistema di de Puydt e Facebook stesso).

Con questa sfida, possiamo percorrere un lungo cammino esponendo il fatto che la politica è solo un altro tipo di religione, una religione che fondamentalmente costringe gli altri a vivere nel modo in cui noi vogliamo per loro (e questo è così tipico del XX° secolo).

 

Un ringraziamento al mio amico svizzero Gian Piero de Bellis, al mio amico australiano John Zube, e al mio amico americano Adam Knott per avermi aiutato ad esplorare queste idee in modo più approfondito.

 


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