Nota
Questi passaggi, ripresi da un saggio di Paul Goodman, presentano alcune proposte che saranno poi ulteriormente sviluppate da Ivan Illich in uno dei suoi scritti più noti.
Fonte: Paul Goodman, Compulsory Miseducation, Estratto dal Capitolo I, The Universal Trap, 1962.
Ci sono possibili alternative alla attuale diseducazione obbligatoria. In questo mio piccolo testo presenterò proposte alternative di cui io, come singolo individuo, sono venuto a conoscenza o ho pensato realizzabili. Qui sotto ne suggerisco una mezza dozzina che sono direttamente rilevanti per il tema in questione, cioè per la scuola come trappola obbligatoria. Per principio, quando una legge inizia a produrre più danni che benefici, la tattica migliore è di alleviarne gli effetti negativi o cercare di ignorarla.
Proposte
1. Abolire le scuole per gli studenti di alcune classi. I ragazzi con cui fare questo esperimento dovrebbero provenire da famiglie con un livello culturale accettabile anche se non necessariamente superiore alla media. Dovrebbero essere dello stesso quartiere e abbastanza numerosi da costituire una micro-società di modo che poi non si sentano ‘differenti' in senso negativo. La domanda da porsi è: apprenderanno i rudimenti del sapere pur senza frequentare una scuola regolare? L’esperimento non causerebbe alcun danno accademico ai ragazzi dal momento che vi sono prove fondate che un ragazzo normale colmerà gli eventuali ritardi dei primi sette anni di frequenza scolastica con 4-7 mesi di un buon insegnamento.
2. Fare a meno dell’edificio scolastico per alcune classi di studenti. Mettere a disposizione dei ragazzi alcuni insegnanti e utilizzare la città come scuola: le sue strade, i caffè, i grandi magazzini, i teatri, i musei, i parchi e le industrie. Qualora possibile, è certamente più sensato insegnare utilizzando esperienze reali per l’apprendimento piuttosto che portare all’interno della scuola un esemplare astratto del tema in questione come parte del curriculum. Una classe simile non dovrebbe essere composta da più di dieci studenti per insegnante. L’idea - sul modello dell’educazione nell’antica Atene - è quella di ricreare una sorta di banda di ragazzi, senza però l’aspetto delinquenziale e senza alcuna ideologia banditesca.
3. Sempre nell’ambito della stessa logica, ma operando sia al di fuori che all’interno dell’edificio scolastico, utilizzare persone adulte che fanno parte della comunità ma non sono insegnanti di professione - il farmacista, il commerciante, il meccanico - come veri e propri educatori dei giovani verso il mondo degli adulti. In questo modo possiamo cercare di superare il distacco esistente tra giovani e adulti che è così caratteristico della moderna vita nelle città, e ridurre il potere dominante dei professionisti della scuola. Di certo sarebbe una esperienza utile e stimolante per gli adulti. 4. Rendere la frequenza scolastica non obbligatoria, sull’esempio di A. S. Neill e della sua esperienza educativa di Summerhill [1]. Se gli insegnanti sono bravi, i corsi saranno frequentati e ci saranno sempre meno assenze; se gli insegnanti sono scadenti, è bene che lo sappiano in base alla scarsa presenza. L’obbligo scolastico è utile per permettere ai ragazzi di sottrarsi alla presenza costante dei genitori, ma non deve tradursi in una formula che li intrappola in un luogo. Una interessante modifica a questa proposta è la regola introdotta da Frank Brown [2] in Florida. Egli consente ai ragazzi di assentarsi per una settimana o per un mese se vogliono impegnarsi in una attività interessante esterna alla scuola o visitare ambienti nuovi.
5. Decentralizzare la scuola di una città (evitare di costruire un nuovo grande edificio scolastico), formando piccole unità educative, da venti a cinquanta, in locali commerciali disponibili o in circoli sociali. Queste minuscole unità, dotate di registratori e flipper, potrebbero associare il gioco, le attività socializzanti, le discussioni e l’insegnamento formale. In caso di eventi speciali, le piccole unità educative potrebbero essere riunite in un auditorium comune o in una palestra, in modo da dare il senso dell’esistenza di una più grande comunità. In modo simile penso che sarebbe auspicabile riprendere l’esperienza della Little Red School House [3] nelle condizioni della città moderna e vedere se funziona. Vale a dire, unire ragazzi di tutte le età in una stanza che ne possa accogliere da 25 a trenta, piuttosto che suddividerli per età.
6. Utilizzare una parte delle risorse finanziarie della scuola per mandare i ragazzi in fattorie, in zone isolate, per un paio di mesi all’anno. Ad esempio, sei ragazzi provenienti da ambienti sociali differenti, sotto la supervisione di un produttore agricolo. Il solo obbligo che quest’ultimo deve soddisfare è che provveda a dar loro da mangiare e non sia in alcun modo violento nei loro confronti. L’ideale sarebbe certamente che i ragazzi prendessero parte al lavoro nei campi. Questo permetterebbe all’agricoltore di poter mettere da parte dei soldi e contribuirebbe al programma generale di riequilibrare il rapporto abitativo tra città e campagna arrivando ad una proporzione percentuale di circa 70 a 30%. Attualmente meno dell’otto per cento delle famiglie vivono in ambiente rurale. È poi pensabile che alcuni dei ragazzi che vivono in città si appassioneranno ad un modo di vita differente e questo potrebbe generare un risveglio della cultura rurale.
Io faccio di frequente queste e simili proposte davanti a degli insegnanti, e ricevo occhiate strane come per dire: davvero vorresti diminuire le sovvenzioni statali che noi riceviamo giornalmente per ogni studente iscritto? Ma, nella maggior parte dei casi, l’obiezione è che queste proposte comporterebbero enormi difficoltà di ordine amministrativo. La cosa più importante sarebbe di sperimentare queste ed altre proposte con specifici individui e in piccoli gruppi, senza alcun obbligo di uniformità. Sussiste l’esigenza di standard comuni da raggiungere … ma essi non possono essere conseguiti con tecniche identiche. L’affermazione che la standardizzazione delle procedure è qualcosa di più efficiente, meno costoso o anche solo più pratico dal punto di vista amministrativo, spesso non è veritiera. Una certa creatività richiede riflessioni, e le riflessioni non costano denaro.
Note
[1] Summerhill, esperimento di centro educativo promosso da Alexander Neill nel 1921 e tuttora operativo.
[2] Frank Brown (1917-2014) personalità dai molteplici interessi. Come direttore della Melbourne High School (Florida, USA) promosse esperimenti alternativi di insegnamento e di apprendimento.
[3] La Little Red School House è stata una scuola progressista fondata da Elisabeth Irwin nel 1921 a Manhattan (New York). L'intento era di mostrare che una educazione avanzata era possibile anche in una città sovraffollata e in presenza di una notevole varietà etnica.