Note
Antologia Libertaria. Introduzione al tema : Libertà.
La concezione anarchica rappresenta la continuazione e l’attuazione, in maniera ancora più profonda, delle aspirazioni dei liberali classici, come sottolineato da Peter Marshall in Demanding the Impossible. A History of Anarchism, 2008. In sostanza, il libertario non è contro il liberalismo, quello vero, ma va oltre il liberalismo in quanto la sua idea della libertà è più vasta e pregnante di quella dei liberali classici.
Inoltre, va detto che, con l’affermarsi della borghesia industriale e delle sue idee, l’originario motto del laissez-faire laissez-passer, cardine del pensiero liberale nell’ambito delle attività economiche, è stato trasformato dalla stessa borghesia, in combutta con lo Stato, in un laissez-nous-faire laissez-nous-passer, che privilegia alcuni e sottomette molti altri.
Questo ha portato a una deformazione dell’idea e della pratica dell’originaria concezione liberale, per cui il liberale attuale:
- Rischia sempre di cadere nell’individualismo padronale, alimentando il mito di un io che si presume totalmente indipendente dagli altri, alla ricerca continua ed esclusiva della sua affermazione personale. La libertà di fare si trasforma quindi in licenza di dominare.
- Considera la libertà come un territorio da controllare. Da qui la frase, del tutto fuorviante, che la sfera di libertà di un individuo finisce là dove inizia quella dell’altro. E l’idea, anch’essa fuorviante, che uno debba continuamente difendere questa sua sfera esclusiva di libertà dagli assalti degli altri, per cui la vita in società è vista come una lotta di tutti contro tutti.
Le differenze sostanziali introdotte dagli anarchici riguardo al tema della libertà possono essere così riassunte:
- La libertà è una condizione di vita sociale necessaria e valida per tutti.
- La libertà di ogni individuo si amplia e si perfeziona con lo sviluppo della libertà degli altri attraverso relazioni sociali libere (Mikhail Bakunin, documento 2).
- La libertà promuove la varietà e la volontarietà, il che esige l’accettazione delle forme e dei modi in cui ciascuno organizza liberamente e volontariamente la sua vita, nel pieno rispetto dell’altro. L’accettazione della varietà, espressa anche in forme e modi a noi estranei, è un chiaro segno dell’essere anarchici. (Joseph Labadie, documento 4).
Detto questo, vanno chiariti alcuni aspetti che nulla hanno a che vedere con la concezione anarchica.
- Non esiste una libertà assoluta. Quando i detrattori dell’anarchia accusano gli anarchici di volere una libertà assoluta essi diffondono una menzogna (Errico Malatesta, documento 8) anche qualora essa fosse sostenuta a parole e sostanziata nei fatti dal comportamento di taluni che si definiscono anarchici.
- La libertà non è una aspirazione né individualista né comunista. Come già sottolineato, la libertà porta necessariamente alla differenziazione dei comportamenti volontari e non alla loro uniformità. Per cui la libertà non ha bisogno di etichette politiche di alcun genere e non è appannaggio di alcun gruppo o partito politico.
- La libertà esige la coerenza tra mezzi e fini. Ciò significa che la libertà non può essere un mezzo introdotto dall’esterno o peggio imposta dall’alto da rivoluzionari di professione, il cui fine conclamato sarebbe la creazione di una mitica società socialista o anarchica che dir si voglia. La libertà è la conquista e l’espressione di ogni singolo individuo e di molti individui (comunità), che, associandosi, promuovono e ampliano sempre più i modi e le forme della libertà stessa. (Murray Bookchin, documento 10).
- Non vi è contrapposizione tra libertà e uguaglianza che sono, in realtà, le due facce della stessa medaglia. Invece, in presenza di un potere dominante (lo Stato, il padrone) non vi è uguaglianza di potere decisionale riguardo alle scelte concernenti la propria vita. Questo vuol dire che non c’è pari libertà per tutti, essendo «la pari libertà la più autentica forma di uguaglianza.» (Roderick Long, documento 11)